I frutti sperati dal Sinodo dei Vescovi

Mancano solo pochi giorni alla chiusura del secondo Sinodo del pontificato di Benedetto XVI su La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa, e il suo segretario generale, mons. Nicola Eterovic, confessa di attendersi un profondo rinnovamento ecclesiale: Da questo Sinodo ci aspettiamo, con la Grazia dello Spirito Santo che veramente si percepisce nei nostri lavori, un rinnovamento della Chiesa a partire dall'ascolto della Parola di Dio. Dio indirizza a noi, oggi, una Parola di vita, di speranza e di carità. Questa parola di speranza deve giungere al mondo intero, non solo ai cattolici, sottolinea mons. Eterovic richiamando la dimensione ecumenica propria di questo Sinodo. La missione. La Parola di Dio è indirizzata a noi ma per essere diffusa nel mondo intero. Dunque annunciando la Parola di Dio dobbiamo incontrarci con i nostri fratelli cristiani: ecco l'importanza del dialogo ecumenico, e del dialogo anche con gli appartenenti ad altre religioni non cristiane. I cristiani con la loro identità devono annunciare la gioia di essere tali, di essere discepoli di Gesù Cristo anche agli altri e anche agli uomini di cultura. Il Sinodo sulla Parola sarà chiuso da Benedetto XVI, a Roma, il 25 ottobre.

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Vigilio Roccia dell'Altissimo.wmv Vigilio Roccia dell'Altissimo.wmv "VIGILIO, ROCCIA DELL' ALTISSIMO" Testo di Massimo Simonini e Mirco Deon Musica di Andrea Montepaone Gruppo Vocale "Ottavo Armonico" - Roma Direttore: Adriano Caroletti Registrazione del 21 giugno 2010 Chiesa Parrocchiale di San Vigilio, Roma Alla fine del IV secolo, Ambrogio, Vescovo di Milano, chiamò un giovane romano di nome Vigilio a Trento, per fare opera di apostolato tra le numerose comunità pagane. E' da qui che inizia la grande storia del santo. Voce coraggiosa nella valle dell'Adige, Vigilio si caricò del suo ruolo di missionario e Vescovo del Tridente, portando con sé segni d'Amore e gesti di Carità. Erano messaggi nuovi per le genti di quella realtà; e lo sono ancora oggi per quegli uomini che, pur non essendo pagani, chiudono il proprio cuore all'azione salvifica dello Spirito Santo. Nei suoi quotidiani viaggi tra le genti pagane, Vigilio amava ripetere che non aveva paura, perché nella morte, se giunta in nome di Dio, c'è sempre la vittoria. Soccombendo vincere, il motto di ciascun martire di Cristo disposto a donare la propria vita in nome della Verità. In nome di questa Verità non si deve fuggire, non si deve cedere il passo ai cuori ostinati, ma lasciare che la Parola porti frutti anche dove Dio è stato nascosto. Fu così che Vigilio seppe accettare il suo martirio, cosciente di quanto quel gesto fosse prezioso agli occhi del Signore. E come ogni grande momento di redenzione, il suo esempio ha ispirato nuove conversioni. Da allora, eletto nella schiera dei ...

Cronaca4 La Sfida Educativa Cronaca4 La Sfida Educativa SFIDA EDUCATIVA, ecco la due giorni Duecentocinquanta delegati in rappresentanza di molte parrocchie e di una dozzina di associazioni. Sono questi i numeri, ancora parziali, della «Due giorni» sulla sfida educativa che si svolgerà venerdì e sabato prossimi alla Spezia, presso la cattedrale di Cristo Re, per iniziativa del vescovo Francesco Moraglia e della diocesi. La «Due giorni» porterà a compimento il cammino avviato allinizio dellanno pastorale e poi sviluppatosi con decine di incontri su tutto il territorio spezzino, incontri che hanno rivelato la grande attenzione verso il tema delleducazione, la disponibilità ed anche il desiderio di sacerdoti e di fedeli di lavorare insieme, sia a livello parrocchiale sia a livello diocesano. Una prima sintesi dei lavori verrà presentata già sabato pomeriggio al vescovo, che ha lanciato e portato avanti in prima persona liniziativa, attuando concretamente quella cura all«emergenza educazione», che è il tema-guida della Conferenza episcopale italiana per il decennio in corso. Come Moraglia ha più volte sottolineato, si tratta solo dellinizio di un metodo di lavoro e di attenzione al tema «educazione», i cui frutti sono attesi anche nel lungo termine. I delegati sono chiamati quindi a formulare ed a condividere proposte sul come rendere operative le linee-guida espresse dal vescovo nella pastorale di questanno. Non si tratterà di elaborare teorie o di impegnarsi in discussioni astratte, bensì di tradurre la passione per leducazione ...

il premier Silvio Berlusconi: solidarietà a Benedetto XVI - I Vescovi il premier Silvio Berlusconi: solidarietà a Benedetto XVI - I Vescovi "Voto sia contro l'aborto" AGI 22 marzo 2010 "Benedetto XVI, non diversamente dai suoi recenti predecessori, e' spesso chiamato a confrontarsi con situazioni difficili, che diventano motivo di attacco alla Chiesa e perfino alla sostanza stessa della religione cristiana. Il modo in cui Egli risponde e' straordinariamente efficace, almeno per ogni persona che non si lasci guidare da sentimenti pregiudizialmente ostili, e lo e' per la sua umilta' e sincerita' unita alla chiarezza delle ragioni che il Papa mette in campo. La lettera pastorale ai Cattolici irlandesi e' solo l'ultimo esempio di questo suo grande carisma". E' quanto afferma il president e del Consiglio, Silvio Berlusconi, in una nota in cui fa riferimento alla vicenda dei casi di pedofilia nella Chiesa. "A nome del Governo italiano - aggiunge il premier - voglio esprimere a Benedetto XVI tutto l'affetto, la vicinanza e la solidarieta' che ha verso di lui il nostro popolo. La nostra gente, infatti, sa distinguere tra gli errori umani, di cui la storia e' piena - conclude - e gli enormi frutti di bene che sono nati e continuano a nascere dalla radice cristiana". www.agi.it Corriere della Sera 22 marzo 2010 VALORI NON NEGOZIABILI - I valori «non negoziabili», ha elencato l'arcivescovo di Genova, sono «la dignità della persona umana , incomprimibile rispetto a qualsiasi condizionamento; l'indisponibilità della vita, dal concepimento fino alla morte naturale; la libertà religiosa e la libertà educativa e scolastica; la famiglia fondata sul ...

Santa Caterina da Bologna Santa Caterina da Bologna 12PORTE - 11 marzo 2010 - Martedì scorso la Chiesa bolognese ha celebrato la memoria di Santa Caterina de Vigri, la cui memoria è sempre viva nel monastero del Corpus Domini da lei fondato. La Messa solenne è stata presieduta dal Vescovo ausiliare, mons. Ernesto Vecchi che nellomelia ha riletto in parallelo le sette armi del combattimento spirituale, indicate dalla Santa, con le sette priorità pastorali indicate da Giovanni Paolo II, nella lettera apostolica Novo Millennio ineunte, che raccoglie i frutti del Giubileo 2000: la santità, la preghiera, leucaristia domenicale, il sacramento della riconciliazione, il primato della grazia, lascolto della Parola, lannuncio della Parola. Al termine della celebrazione le monache hanno offerto ai presenti una testimonianza sulla Santa, con la lettura di alcuni brani di unopera spirituale da lei composta, dal titolo I dodici giardini. La lettura era accompagnata da brani musicali con strumenti dellepoca della santa. La pittrice Katia Leonelli ha presentato alcune sue opere ispirate agli scritti di Caterina.

La Basilica di san Giuseppe da Copertino La Basilica di san Giuseppe da Copertino www.sangiuseppeosimo.it La Basilica oggi dedicata a san Giuseppe da Copertino era in antecedenza Chiesa di san Francesco. abside Il Serafico di Assisi era venuto ad Osimo nel 1215, e vi era passato la seconda volta nel 1220 ; le due visite non erano rimaste senza frutti: molti addirittura si erano indotti a mutare vita. Tutto fa credere che le simpatie raccolte allora dal Santo di Assisi determinassero i cittadini alla erezione del primo Tempio francescano. Il 7 maggio del 1234 si procede, presenti i Vescovi, alla solenne consacrazione della Chiesa di S. Francesco. La chiesa che fu allora consacrata è senza dubbio quella stessa che oggi vediamo nella sua veste esterna; ma subì profondi cambiamenti nelle età che seguirono. Quando avvenne la beatificazione di S. Giuseppe da Copertino (1753) e ne fu prevista la canonizzazione, i Frati Minori Conventuali credettero quella loro chiesa del duecento non abbastanza degna dei nuovi onori, e si misero a rimodernarla e arricchirla secondo il gusto di quel secolo. L'architetto Andrea Vici alzò le pareti per lanciare le volte e la cupola; addossò muri e costoloni alle vecchie sottili colonne polistili trasformandole in pilastri, sostenuti da mensole fiorate; stucchi e fiorami in gesso si accamparono sul piano delle pareti. Sono di quel rifacimento i due mastodontici altari laterali e le sei cappelle tutte in Barocco. La salma del Santo fu sistemata sotto l'altare già nel 1771. Il tempio, consacrato il 27 maggio 1781 dal vescovo card ...

Africa, terra di missione? Africa, terra di missione? Tra i 53 paesi che formano il caleidoscopio africano, lo stato di São Tomé e Príncipe rappresenta una realtà sui generis. Quando i portoghesi vi giunsero, più di 500 anni fa, le due isole che formano questo piccolo Stato erano completamente spopolate. E il fatto di accogliere gente di diversa provenienza diede origine a una cultura mista, con tratti africani ed europei. Questa mescolanza è presente anche nella Chiesa, come dimostra il vescovo portoghese mons. Manuel Antônio Mendes dos Santos. Per il presule, il mondo sta cominciando a raccogliere i frutti delle missioni in Africa: Soprattutto negli ultimi tempi si sente parlare molto del fatto che tutta la Chiesa deve essere missionaria e non solo alcuni settori al suo interno. Io direi che anche l'Africa in questo momento è espressione di una duplice dimensione: e infatti, nonostante sia una terra meta di molti missionari, parecchie persone della mia stessa diocesi, che ha 475 anni di vita, partono in missione per raggiungere altri luoghi.Essere missionario significa saper insegnare ma anche apprendere, sottolinea mons. Manuel:Secondo il mio modo di vedere le cose, l'Africa è sì una terra che continua ad aver bisogno di molto sostegno, aiuto e collaborazione, ma è anche una terra nella quale possiamo trovare una Chiesa viva, una Chiesa giovane, una Chiesa che vive con molta allegria la propria fede e pertanto, anche noi possiamo imparare a credere nel futuro, possiamo apprendere la gioia di vivere, ea vivere la liturgia ...

Alla vigilia del secondo Sinodo africano Alla vigilia del secondo Sinodo africano Il tema Chiesa-Famiglia di Dio al centro del primo Sinodo sull'Africa, indetto da Papa Giovanni Paolo II nel 1994, apre la Chiesa del Continente nero a nuovi itinerari di giustizia, pace e riconciliazione che sono le parole chiave che guideranno il secondo Sinodo dei vescovi nell'ottobre prossimo. Jean-Baptiste Sourou, giornalista della Radio Vaticana, traccia un bilancio dei 15 anni di questa Chiesa famiglia, testimoniando come la Chiesa africana si sia lasciata trasformare dal tema del primo Sinodo identificandosi con i valori della famiglia in Africa.Il Sinodo del 1994 sta producendo dei frutti concreti che tutti possono osservare. Inoltre è possibile percepire questo desiderio che le Chiese locali hanno di divenire realmente delle famiglie di Dio, una famiglia di Dio che è al cuore della società, che è al cuore delle realtà sociali e che veramente vuole divenire solida, e vuole portare questa Buona Novella di Gesù a tutti i componenti della società.L'orientamento del secondo Sinodo si presenta come una risposta della Chiesa africana alle preoccupazioni odierne dei suoi figli e figlie. La pace, la riconciliazione e la giustizia definiscono inoltre il nuovo processo di sviluppo economico e di crescita spirituale del Continente. La Chiesa in Africa non può non lavorare per la riconciliazione nella società, per la pace nella società e per la giustizia. Ed è chiaro che il lavoro per la giustizia, la pace e la riconciliazione promuove lo sviluppo.Al cuore di queste realtà ...

inaugurazione a calzolaro via Don Guido Agricola inaugurazione a calzolaro via Don Guido Agricola Intervista al sindaco Giampiero Giulietti, al rappresentante del Consiglio di quartiere Angelo Montanucci ed alla presidente della Pro Loco Ada Cecchetti in occasione dellinaugurazione a Calzolaro di via Don Guido Agricola avvenuta domenica 13 settembre. L'intitolazione è un omaggio al parroco che tanto ha fatto nel secolo scorso per la frazione umbertidese. La cerimonia si è svolta proprio il 13 settembre, anniversario del centenario della nascita di don Guido. Hanno preso parte alla cerimonia il Vescovo della Diocesi di Città di Castello, monsignor Domenico Cancian, il sindaco Giampiero Giulietti e l'assessore Alessandro Villarini. Presente una foltissima rappresentanza della comunità di Calzolaro, con in testa il rappresentante del consiglio di quartiere Angelo Montanucci e la presidente della Pro Loco Ada Cecchetti. Presente anche il presidente del consiglio di quartiere di Montecastelli-Verna-Calzolaro Claudio Biagini. Don Guido era scherzosamente chiamato il prete della bicicletta, perchè, come raccontano quelli che l'hanno conosciuto, era il suo unico possedimento, si spostava solo con quella. Nato il 13 settembre 1909, è scomparso nel 1976, lasciando un ricordo indelebile in tutti i suoi parrocchiani, che a distanza di oltre 30 anni lo ricordano con immutata stima. La proposta di intitolarli la strada è nata da un'idea delle famiglie che hanno lottizzato l'area in cui sono sorte nuove abitazioni e anche la nuova via. La proposta è stata quindi fatta propria dal ...

SANTA MARIA DE RECANETO IN CASTELNUOVO SANTA MARIA DE RECANETO IN CASTELNUOVO E la più antica chiesa della città, officiata in principio dai Padri Camaldolesi: Era una delle grance del Monastero di Fonte Avellana. Quindi un deposito per la raccolta dei frutti della terra e particolarmente del grano e si definivagranica. Nel 1139 Innocenzo II la denomina Sancta Maria de Recaneto; nel 1193 il Vescovo di Numana laffida al Primo Preposto di Castelnuovo. Bonifacio IX nel 1400 circa accordava ai fedeli il diritto di eleggere il Preposto, titolo che inseguito assunse direttamente il Vescovo diocesano Aveva il titolo di Collegiata con il capitolo dei canonici: figure di rilievo oltre il preposto erano il Priore e il Parroco. Nellinterno della Chiesa si conservano opere darte di gran valore, su questo sito vengono riportati alcuni affreschi: Nellattuale casa canonica è la meravigliosa Madonna degli Angeli di Pietro da Recanati datata 1480. Sopra il portale fino a pochi giorni fa dominava una lunetta di Madonna con a lato i santi Michele Raffaele.Datata 1222. FEDERICO ZUCCARI Affresco Asilo Assunta 1583 Laffresco anticamente faceva parte della Cappella che la nobil donna Barbara Massilla, Fondatrice insieme al Vescovo del tempo del monastero per le nobili signore Della città. Pier Francesco Leopardi, fratello del poeta afferma: La cappella è graziosamente ornata di molti e belli stucchi e nelle pareti non che da molte pitture a fresco,assai ben eseguite:Rappresentano per lo più martiri dei santi, come quello di SantAndrea,con infinite figure, la lapidazione ...

Don Tonino Bello: Don Tonino Bello: " In piedi, costruttori di Pace " - Anno sacerdotale 2009/2010 Da : "Sui sentieri di Isaia" " In piedi, costruttori di Pace " Non abbiate paura! Non lasciatevi sgomentare dalle dissertazioni che squalificano come fondamentalismo lanelito di voler cogliere nel qui e nelloggi della Storia i primi frutti del Regno, Sono interni alla nostra fede i discorsi sul disarmo, sulla smilitarizzazione del territorio, sulla lotta per il cambiamento dei modelli di sviluppo che provocano dipendenza, fame e miseria nel Sud del mondo, e distruzione dellambiente naturale. Fin dai tempi dellEsodo, non sono più estranee alla Parola del Signore le fatiche di liberazione degli oppressi dal giogo dei moderni faraoni. Coraggio! Non dobbiamo tacere, braccati dal timore che venga chiamata orizzontalismo la nostra ribellione contro le inquinità che schiacciano i poveri. Gesù Cristo, che scruta i cuori e che non ci stanchiamo di implorare, sa che in nostro amore per gli ultimi coincide con lamore per Lui. Se non abbiamo la forza di dire che le armi non solo non si devono vendere ma neppure costruire, che la politica dei blocchi è iniqua, che la remissione dei debiti del Terzo Mondo è appena un acconto sulla restituzione del nostro debito ai due terzi del mondo, che la logica del disarmo unilaterale non è poi così disomogenea con quella del Vangelo, che la nonviolenza attiva è criterio di prassi cristiana, che certe forme di obiezione sono segno di un amore più grande per la città terrena. se non abbiamo la forza di dire tutto questo, rimarremo lucignoli ...

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